Dalla relazione finale del commissario della Brigata Stella.
I dati qui riportati e nelle altre pagine riassuntive delle azioni mensili sono certamente imprecisi, ma non esagerati. Come potrete vedere non vengono riportati tutti gli episodi, ragione di questa omissione è, soprattutto, l'attribuzione ad altre formazioni delle azioni.
La relazione di Catone ha soprattutto lo scopo di segnalare dove e quando si sono verificate le perdite e le ferite che nel dopoguerra vennero riconosciute dall Stato Italiano.
Giorno 4: una pattuglia di 11 partigiani, partita dala base di Campetto per operare nel veronese, si imbatte in una squadra di 15 fascisti a Crespadoro (VI). All'intimazione "mani in alto" sette fascisti si arrendono e gli altri fuggono precipitosamente. I prigionieri vengono disarmati e rilasciati con la diffida a ripresentarsi nelle file fasciste pena la morte.
Giorno 6: catturato e passato per le armi il segretario repubblichino di Altissimo
Giorno 20: Quindici partigiani al comando di Giani diretti verso la nazionale Vicenza-Verona attaccano un camion di tedeschi presso Badia Calavena. Perdite nemiche: tre morti e cinque feriti. Dopo l'azione la pattuglia di Giani disarma, sempre a Badia Calavena, sei carabinieri.
Giorno 22: Una formazione di quindici partigiani operante nel veronese attacca, a Vestenanuova, due camionette di tedeschi. Imprecisato il numero di perdite nemiche.
Giorno 24: Una pattuglia intercetta a Ferrara di Crespadoro (VI) un automezzo nemico. L'attacco è fulmineo e ravvicinato; perdite quattro tedeschi uccisi.
Giorno 25: al comando di Dante una grossa pattuglia partigiana affronta una formazione tedesca presso Durlo di Crespadoro. Il nemico, pure in superiorità numerica è costretto a ritirarsi, perdite nemiche imprecisate.
Giorno 26: Una pattuglia in ricognizione su Monte Magrè (Schio) cattura cinque individui armati e senza uniforme. Portati al comando risultano essere agenti del famigerato capitano Polga della polizia fascista. Il Sergente fascista Franco che ne è al comando viene fucilato, gli altri rilasciati in modo che il loro rientro ottenga adeguato effetto psicologico sui poliziotti di Polga.
Giorno 26: A Campofontana (Selva di Progno, VR) sette partigiani subiscono improvvisamente l'attacco di una squadra fascista. La reazione è immediata e il nemico scappa lasciando sul terreno un maresciallo ucciso e un milite ferito. Tra i partigiani un ferito.
Giorno 30: Il nemico attacca con largo schieramento di forze Durlo, Marana e Campodalbero, nonchè Campetto e Recoaro. Informati in precedenza dalle staffette i partigiani si sganciano senza subire perdite.
Giorno 30: a Campofontana cinque partigiani sparano su una autovettura tedesca: un ufficiale mortalmente ferito.
Le azioni qui segnale vanno ascritte non alla Brigata Nino Stella, ma alla banda Fratelli Bandiera da cui poi deriverà la Stella. La costituzione della Stella avviene assieme alla costituzione della XXX Brigata Garibaldi "Ateo Garemi" il 17 maggio.
Si vede che le azioni sono portate nella alta val del Chiampo e sui Lessini; deve ancora costituirsi il gruppo di Selva di Trissino che poi diventerà il battaglione "Brill" della Stella