Alla fine vi sono alcune domande che più che risposte sviluppano polemiche.
La prima domanda: era possibile uno sbocco rivoluzionario in senso comunista alla lotta di resistenza armata?
La risposta è NO, senza esitazione.
Spiace per i compagni che restarono delusi e per i giovani che successivamente si illusero e accettarono l'idea di una resistenza tradita, ma non vi era, alcuna possibilità di uno sbocco rivoluzionario. Questo non tanto per la presenza di 200.000 militari alleati armati pesantemente, ma perchè se il P.C.I. aveva scelto la strada della democrazia i numeri lo davano perdente. Che Togliatti avesse scelto la strada della democrazia allargata era chiaro fin dal voto alle donne (febbraio 1945) dove le dovve votavano, ma non potevano essere elette. Quel voto nelle zone liberate diede un chiaro segno conservatore, seppure antifascista.
Ma restando alla zona interessata dall'azione della Brigata Nino Stella; come potete verificare i combattenti furono meno di mille e di questi il 20% perse la vita;
La sola ricostituzione dei Consigli Comunali prevedeva l'elezione di circa 2000 consiglieri. Le forze della resistenza non avevano i numeri (le persone) per riempire le liste elettorali. I cattolici, forti di quella grande scuola quadri che era l'Azione Cattolica si presentarono pronti alla democrazia.
Dal punto di vista qualitativo i partigiani combattenti avevano rappresentanze modeste sul piano amministrativo: il fascismo aveva escluso dalle amministrazioni di qualsiasi cosa la popolazione talchè affrontare anche i problemi minimi di un Comune era fuori dalla portata della maggior parte degli eroi che qui abbiamo richiamato.
Vi fu, tuttavia, un aspetto ancora più grande che dimostrò l'irrealizzabilità di una rivoluzione: i contadini della montagna che avevano nutrito e nascosto i partigiani a rischio della vita, talvolta pagando il prezzo più alto, nelle amministrative del 1946 si rivolsero in maggioranza verso la Democrazia Cristiana. Stiamo parlando del 1946, non del 1948 con i forsennati attacchi di padre lombardi e dei comitati civici.
A cosa si doveva questo orientamento? semplicemente la popolazione era stanca della guerra; doveva ricostruire beni e famiglie, e, sebbene non rinnegasse l'aiuto dato ai partigiani e sebbene rifiutasse ogni tolleranza con i fascisti, non era disposta a continuare nella fame e nel terrore.
Le organizzazioni cattoliche si ponevano come credibile soggetto su questa prospettiva